Ralph Toporoff | on set photography

- Inaugurazione 3 marzo 2018 ore 18.00
Dal 3 al 18 marzo 2018, Lombardi Arte ospiterà le opere del fotografo statunitense Ralph Toporoff. Nel 1962 Toporoff ha la fortuna di accedere ai set cinematografici di capolavori come: "Il giorno più lungo", "Il Gattopardo", "Le quattro verità", fissando con l'obiettivo i momenti che hanno contribuito a rendere immortali queste icone del grande schermo. L'autore, Raplh Toporoff, sarà presente all'inaugurazione per condividere le storie di un foto-reporter ventenne catapultato in mezzo a star del calibro di John Wayne, Burt Lancaster, Monica Vitti e Claudia Cardinale. Esporremo 16 stampe in grande formato, un viaggio unico nella magia del cinema dei primi anni '60.
Qui di seguito, un estratto da "A Black and White Decade" di Ralph Toporoff.
"Sono sbarcato al porto di Brooklyn come civile nel 1960. Avevo vent'anni, il periodo di servizio militare in Europa come fotografo dell'esercito era terminato e l'amore della mia vita era rimasto là, a Parigi.

Ci eravamo incontrati in Spagna, tre mesi prima del mio congedo. Lei era di Parigi ed io passai con lei tutti i fine settimana che mi erano rimasti. Poi mi rispedirono negli Stati Uniti.

Tre settimane dopo riuscii a trovare il mio primo incarico come fotografo a New York per una azienda di lingerie. Passai li sei mesi. Le modelle erano carine, il denaro non mancava, ma il desiderio di tornare al mio vero amore era troppo forte. Così organizzai il mio portfolio, mi feci scrivere una lettera di raccomandazioni da presentare all'editor dell'Herald Tribune di Parigi, incassai i miei risparmi e saltai su di un cargo per Calais da dove presi il treno notturno per Parigi. Stavo facendo una sorpresa alla mia amata francesina.

Ci incontrammo a colazione. Lei mi accolse meno affettuosamente di quanto mi aspettassi. Io ordinai e lei spiegò che la nostra storia era stata l'ultima che aveva avuto prima di sposare il suo fidanzato che in quel periodo era nel sud della Francia a costruire centrali nucleari. Io ero il perfetto candidato: uno straniero che dopo tre mesi sarebbe ripartito per l'America. Non solo lei non si aspettava di rivedermi, ma ci contava. Si, i suoi sentimenti erano sinceri ma qualsiasi altra cosa oltre a quel breve incontro era fuori questione. Ci abbracciammo. Lei se ne andò. Io pagai il conto.

Ero distrutto, arenato a Parigi con il Portfolio in una mano e il cuore a pezzi nell'altra. Non mi sarei mai più ripreso dalla sua perdita. Arrivò la notte, mi sbronzai e raccontai la storia della mia vita ad una graziosa cantante irlandese che si guadagnava da vivere cantando tristi canzoni in un club di Parigi. Mi portò a casa sua, mi dette da mangiare e mi portò a letto. La salutai tre giorni dopo con il cuore ricucito e una nuova prospettiva sulla vita. Avevo ventuno anni.

Una settimana dopo incontrai il mio contatto all'Herald Tribune in un caffè su Rue de l'Odeon. Non aveva niente da offrirmi. Il caffé, comunque, era un luogo di ritrovo di reporters e fotografi che vivevano e lavoravano a Parigi. Andai a riscuotere il mio ultimo assegno, mi sistemai in un piccolo alloggio e cominciai a frequentare il caffé finché non avevo abbastanza contatti per mettermi a lavoro. Così ebbe inizio la mia carriera come fotografo di reportage freelance a Parigi."  R. Toporoff

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