Anèys, la città rovesciata | fotografie Stefano Fantini, testi Alessandro Pagni

un cofanetto di cartone e le cartoline esposte su un tavolo

“Anèys, la città rovesciata”

Questa è la cronaca del “come” e del “perché”:

Formato quadrato

Sentivo il bisogno di mettere in ordine lo sguardo e nello stesso tempo “rendere” la sensazione di chiusura della città che trovo tutta rivolta su se stessa.

Possedevo una reflex ed una compatta digitale, componevo immaginando il quadrato.

Impaginazione

“Le foto ci sono, attendono un testo”

La difficoltà ad accompagnare le foto con un mio testo è evidenziata dalla scelta dell’impaginato, con lo spostamento a destra dell’immagine intendevo dichiarare questa mancanza, ho lasciato il campo di sinistra vuoto per una didascalia che non c’è, che non sono in grado di produrre.

Progetto fotografico

Non c’è stato un progetto fotografico a guidarmi, non ne sono capace.

Ho prodotto le immagini, negli anni, nel momento in cui mi sono apparse, girovagando per la città, piuttosto che durante gli spostamenti di lavoro o semplicemente durante le quotidiane incombenze.

Naturalmente la macchina fotografica per molti anni è sempre stata con me, fosse una compattina o una reflex, adesso, talvolta, è sostituita dal cellulare.

Sono scatti istintivi, dettati dal momento di sensibilità personale che acuisce i sensi, forma una visione, e che trova, appunto, nella pratica fotografica una forma di terapia.

Mi fermo, mi incanto e riparto, è tutto qui.

Questa è la mia fotografia.

L’incontro

Nel 2011 è avvenuto l’incontro con Alessandro Pagni, grazie alla frequentazione de La Bottega dell’Immagine di Siena, una associazione culturale di cui Gigi Lusini è il perno.

Durante una conferenza alla Sala Rosa nel complesso dei Fisiocritici ho avuto modo di apprezzare particolarmente le parole di Alessandro relative alla presentazione del suo lavoro “Il Sussidiario Egoista”, uno dei vincitori della manifestazione nazionale “Confini 2009”. 

Alla “Bottega” sono soliti fare delle serate di presentazione dei lavori fotografici dei soci e di amici ed una sera è stato il mio turno.

Una situazione davvero nuova per chi, come me, non si era mai dato troppo da fare per mostrare il proprio lavoro.

Tra le foto raccolte per l’occasione inserii anche quelle che, giusto un anno prima, avevano fatto parte di una collettiva, “Tuscan Icons”, presso la galleria senese Istantanea (ma questa è un’altra storia).

Si trattava di quattro foto di piccole dimensioni, quadrate, una serie denominata “Da un vicolo, all’improvviso”, a cui ne avevo affiancate altre della stessa atmosfera.

Una di queste quattro colpì Alessandro in modo particolare, tanto che mi chiese se poteva utilizzarle, occupandosi anche di editarne una serie appena più numerosa, per scriverci un suo testo .

Un po’ di tempo dopo la serie di 10 fotografie era pronta, mi sono fatto coraggio ed ho portato il tutto a Castelnuovo Garfagnana, in occasione del “Portfolio dell’Ariosto 2013”, dove mi sono potuto confrontare con i  lettori Alberto Giuliani e Luigi Erba.


É andata bene!

Entrambi hanno apprezzato il portfolio proposto e questo è stato per me davvero importante.

A distanza di un anno è arrivato anche il testo di Alessandro Pagni, la lettura è stata scandita da emozioni molto forti; senza aver spiegato o raccontato nulla di me, della mia fotografia mi sono sentito “scoperto”. La sua sensibilità aveva colto molti aspetti del mio carattere, evidentemente, per lui, il mio modo di fare fotografia era come un libro aperto.

Nel 2019 è nata l’idea di farne un lavoro congiunto.

Ecco le cartoline

Con questa scelta, di Alessandro, da me condivisa, le fotografie vivono di vita propria così come i testi.

Il supporto cartaceo, bianco, la parte che nella cartolina è destinata alla scrittura, è servito ad Alessandro per annotare pensieri, sogni, parti di racconti ancora da scrivere, fatti accaduti o appunti, suggestioni, gioco e pagine di diario. Le visioni fotografiche e le parole, linguaggi apparentemente distanti, riescono quindi a dialogare fra loro in quanto espressione di forte interiorità per entrambi.

La serie di cartoline è arricchita da un libretto che riporta in chiaro i testi con la traduzione in inglese.

Alessandro non si stanca mai di dirmi che per lui, in questo caso, sono più importanti le fotografie della scrittura, tuttavia per me i suoi testi sono stati e sono fondamentali.

Le scatole con il frutto della nostra espressione oggi sono pronte.

Mentre le stavo confezionando mi sono chiesto, più di una volta, se fosse stato davvero necessario fare tutto questo.

Si, queste foto le sento necessarie, è il mio modo di vedere il posto in cui sono cresciuto. 

Grazie Alessandro, credo sia chiaro che senza di te questo lavoro sarebbe ancora nel buio di un cassetto.

E il titolo? É un intuizione di Alessandro Pagni, Anèys è l'inverso di Siena, a livello visivo, è una città “in negativo” (in senso squisitamente fotografico), è l’inversione del fermento che popola le strade, il caos di turisti e commercianti rovesciato nella solitudine di pensieri che nessuno vuole ascoltare.”

16/08/2020

 Stefano Fantini                                                          




Qui il testo completo di Alessandro Pagni del 2014.

Ringrazio Gigi Lusini per le foto scattate durante la lettura portfolio con Luigi Erba.


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